Dromos
Un nuovo spazio digitale per Dromos
Nel corso degli anni la presenza digitale di Dromos Festival era cresciuta insieme alla manifestazione, accumulando artisti, eventi, luoghi, progetti e materiali relativi alle diverse edizioni.
Questa crescita aveva però portato a una struttura progressivamente frammentata, distribuita tra più installazioni WordPress e difficile da mantenere come un unico patrimonio digitale.
Il progetto del nuovo sito nasce quindi da un’esigenza più ampia rispetto a un semplice redesign: ripensare l’intera architettura della piattaforma e costruire un sistema capace di mettere in relazione l’edizione corrente, il territorio e la storia del festival.
Il lavoro ha coinvolto UX/UI design, architettura dell’informazione e sviluppo WordPress, con particolare attenzione alla consultazione del programma, all’esperienza mobile, alla gestione editoriale dei contenuti e alla costruzione di una base sufficientemente flessibile da poter essere riutilizzata e trasformata nelle edizioni successive.
Un sito costruito intorno al festival
Il sito deve permettere di capire rapidamente cosa sta succedendo nel festival e raggiungere senza attriti i contenuti principali.
La home è stata quindi mantenuta volutamente compatta, con poche sezioni e una gerarchia molto chiara. L’obiettivo non era costruire una lunga esperienza narrativa, ma creare un punto di accesso immediato alla programmazione, agli artisti, ai luoghi e alle informazioni essenziali.
L’identità visiva dell’edizione emerge attraverso immagini, tipografia, colore e composizione, mentre la struttura rimane semplice e leggibile. La comunicazione del festival e la sua dimensione funzionale convivono senza sovraccaricare la pagina di contenuti.
La navigazione segue la stessa logica: poche voci principali, organizzate in modo da distinguere chiaramente programma, progetto, territorio, archivio e attività collaterali.
Una particolare attenzione è stata dedicata alla consultazione da mobile, soprattutto per le sezioni più operative. Durante il festival, infatti, il sito viene utilizzato anche in movimento e deve permettere di raggiungere rapidamente programma, orari, luoghi e biglietteria.
Trasformare il calendario in un’interfaccia
Il programma rappresenta il centro funzionale dell’intera piattaforma.
La difficoltà non consisteva semplicemente nel mostrare una sequenza di eventi, ma nel rendere leggibile una programmazione articolata in cui più appuntamenti possono appartenere alla stessa giornata, svolgersi in luoghi diversi e avere orari, artisti, tipologie e modalità di accesso differenti.
La giornata è stata quindi utilizzata come principale unità di organizzazione dell’interfaccia.
All’interno di ogni data, gli eventi rimangono visivamente collegati ma mantengono una propria identità. Le informazioni essenziali — artista, luogo, orario, tipologia di appuntamento e accesso alla biglietteria — possono essere individuate direttamente dal programma, senza obbligare l’utente ad aprire ogni singola scheda.
Il calendario diventa in questo modo uno strumento di navigazione e non soltanto un archivio.
Il problema assume ancora maggiore rilevanza su mobile, dove una semplice trasposizione verticale della versione desktop avrebbe generato pagine molto lunghe e una perdita della relazione visiva tra gli eventi appartenenti alla stessa giornata.
La progettazione responsive è stata quindi orientata alla leggibilità e alla rapidità di consultazione, mantenendo evidente la struttura del programma anche quando lo spazio disponibile si riduce.
Il luogo è parte dell’evento
Dromos non è legato a un’unica venue.
Il festival attraversa diversi centri della provincia di Oristano e utilizza piazze, spazi urbani, siti archeologici e luoghi naturalistici come parte integrante della propria programmazione.
Il territorio non rappresenta quindi soltanto lo sfondo degli eventi, ma uno degli elementi che contribuiscono a definire l’identità della manifestazione.
Per questo motivo la sezione dedicata ai luoghi è stata ripensata superando la tradizionale impostazione turistica basata esclusivamente su informazioni di servizio.
La mappa permette di leggere immediatamente la distribuzione geografica del festival e di utilizzare il territorio come ulteriore modalità di esplorazione dei contenuti.
Ogni location può essere collegata agli eventi che ospita e diventare a sua volta un contenuto autonomo, con immagini e informazioni dedicate.
In questo modo l’utente può entrare nel programma non soltanto attraverso una data o un artista, ma anche partendo dal luogo in cui il festival prende forma.
La relazione tra evento e territorio diventa quindi parte integrante dell’architettura del sito.
Un contenuto, più relazioni
Una parte sostanziale del progetto avviene dietro l’interfaccia.
Il nuovo sito è stato costruito come un sistema di contenuti collegati tra loro, evitando che programma, artisti, location e altre sezioni funzionassero come pagine indipendenti da compilare manualmente.
Artisti, eventi, luoghi, partner e contenuti storici vengono gestiti come entità autonome.
Le relazioni tra questi elementi permettono alla piattaforma di ricomporre automaticamente le informazioni nei diversi contesti in cui sono necessarie.
Un artista può comparire all’interno del programma e contemporaneamente avere una propria pagina di approfondimento. Un evento è associato a una determinata location. La stessa location può raccogliere e mostrare gli appuntamenti che ospita.
Il contenuto viene quindi inserito una volta e utilizzato in più punti del sito.
Questa architettura riduce la duplicazione delle informazioni e il rischio di incoerenze, ma soprattutto semplifica il lavoro quotidiano del team che aggiorna il sito durante la costruzione del programma.
Il frontend diventa così una serie di viste differenti dello stesso sistema informativo, invece di una raccolta di pagine scollegate.
Design e sviluppo sono stati affrontati come parti dello stesso processo: l’interfaccia è stata progettata tenendo conto del modo in cui i dati vengono strutturati, collegati e aggiornati nel backend.
Un’infrastruttura pensata per durare
Il nuovo sito non è stato progettato esclusivamente per ospitare l’edizione 2026.
Uno degli obiettivi principali era interrompere la logica delle installazioni separate e costruire una base capace di accompagnare il festival nel corso degli anni.
La struttura editoriale può accogliere nuovi programmi, artisti, luoghi e partner senza dover ricostruire ogni volta l’intera piattaforma.
Allo stesso tempo l’identità grafica può evolvere insieme al tema e alla comunicazione visiva di ciascuna edizione, mantenendo invariata l’infrastruttura sottostante.
Questa impostazione permette di separare ciò che deve essere stabile da ciò che deve poter cambiare.
Architettura dei contenuti, relazioni e strumenti editoriali costituiscono la base permanente; colori, immagini, programmazione e materiali dell’edizione possono invece essere aggiornati mantenendo il sito riconoscibile ma non statico.
La stessa logica riguarda la storia di Dromos.
Manifesti, programmi, fotografie e materiali delle precedenti edizioni possono progressivamente essere riuniti all’interno di un unico archivio digitale, trasformando la piattaforma anche in uno strumento di conservazione e consultazione della memoria del festival.
Supporto multilingua, ottimizzazione delle performance e gestione autonoma dei contenuti completano un’infrastruttura progettata per continuare a crescere nel tempo.
Il nuovo sito trasforma una presenza digitale frammentata in una piattaforma unica, in cui programma, artisti, luoghi e archivio fanno parte dello stesso ecosistema.
Un’infrastruttura progettata per rispondere alle necessità immediate di ogni nuova edizione e, allo stesso tempo, preservare e rendere accessibile la storia di Dromos nel tempo.